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	<title>Web Marketing ed Ecommerce&#187; apple</title>
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	<description>Una Combinazione Micidiale per Guadagnare Online</description>
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		<title>Mobile: punto sul 2011 e previsioni per il 2012</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 23:03:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GobnetCresxel</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Le vendite di smartphone e tablet sono cresciute per diversi anni, ma questi ultimi 12 mesi sono stati quelli della svolta: il 2011 è stato infatti il primo anno in cui le vendite di dispositivi mobili hanno superato quelle di desktop e laptop. L&#8217;effetto &#8211; o forse la causa &#8211; è stato quello delle vendita di un numero enorme di applicazioni e di un incredibile aumento del tempo speso ad utilizzarle: a dicembre Apple ha registrato 18 miliardi di download nel suo App Store, mentre l&#8217;Android Market ha raggiunto quota 10 miliardi. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align:center;width:100%;margin:0px 0px 0px 0px;"><div style="margin:auto;"><script type="text/javascript"><!--
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</div></div><div style="width:100%;min-width:100%;"></p>
<p><img src="http://blog.tagliaerbe.com/wp-content/uploads/2011/12/mobile-2011-2012.jpg" alt="Mobile 2011-2012" /></p>
<p>Le vendite di smartphone e tablet sono cresciute per diversi anni, ma questi ultimi 12 mesi sono stati quelli della svolta: il 2011 è stato infatti il primo anno in cui le vendite di dispositivi mobili hanno superato quelle di desktop e laptop. L&#8217;effetto &#8211; o forse la causa &#8211; è stato quello delle vendita di un numero enorme di applicazioni e di un incredibile aumento del tempo speso ad utilizzarle: a dicembre <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/apple/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con apple">Apple</a> ha registrato 18 miliardi di download nel suo App <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/store/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con store">Store</a>, mentre l&#8217;Android Market ha raggiunto quota 10 miliardi.</p>
<p><span id="more-4993"></span></p>
<p>Ecco in sintesi cosa è successo quest&#8217;anno, e cosa dobbiamo aspettarci per il 2012.</p>
<p><strong>Nel 2011&#8230;</strong></p>
<p>Abbiamo passato più tempo con le applicazioni che a navigare. Per la prima volta, abbiamo usato più le app che il browser per accedere ai servizi web. A metà del 2011 è avvenuto il sorpasso, con <a href="http://blog.flurry.com/bid/63907/Mobile-Apps-Put-the-Web-in-Their-Rear-view-Mirror">81 minuti al giorno passati nelle applicazioni rispetto ai 74 passati col browser</a>: 12 mesi prima si trascorrevano 64 minuti col browser e solo 43 nelle app.</p>
<p><img src="http://blog.tagliaerbe.com/wp-content/uploads/2011/12/mobile-app-vs-web-consumption.png" alt="Consumo delle applicazioni mobile in rapporto con la navigazione" /></p>
<p>L&#8217;App Store di Apple è stato il luogo preferito dagli sviluppatori che vogliono monetizzare: le vendite di terminali Android hanno superato quelle di iPhone, ma i 2/3 delle applicazioni più scaricate per Android sono gratuite, indicando che quella tipologia di utenti non è molto interessata ad acquistare app. In media, gli sviluppatori di applicazioni per Android <a href="http://gigaom.com/2011/12/20/androids-app-revenue-gap-and-how-developers-cope/">hanno guadagnato 24 centesimi per ogni dollaro intascato dagli sviluppatori iOS</a>.</p>
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</script></div><p>Il download di applicazioni è cresciuto a livello internazionale: la percentuale dei download statunitensi, rapportati a quelli globali, si è ridotta in pochi mesi dal 55% (Gennaio) al 47% (Ottobre), mentre quella cinese è cresciuta dell&#8217;870%, quella argentina del 527% e quella araba del 388% &#8211; giusto per citare alcuni paesi extra-<a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/usa/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con usa">USA</a>. Le vendite di smartphone e tablet Apple sono cresciuti di pari passo col download delle app, e la Cina è divenuta rapidamente il secondo mercato per la mela morsicata.</p>
<p>Sull&#8217;altro lato, Google ha dovuto ammettere che non tutti i dispositivi Android hanno ricevuto aggiornamenti tempestivi seguendo lo sviluppo del sistema operativo, e alcuni <a href="http://www.pcmag.com/article2/0,2817,2397729,00.asp">già definiscono morta</a> la <em>&#8220;Android Update Alliance&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Nel 2012&#8230;</strong></p>
<p>Ci sarà il trionfo dell&#8217;<em>&#8220;HyLoMo&#8221;</em>. Quest&#8217;acronimo sta a significare &#8220;Hyper Local <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/mobile/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con mobile">Mobile</a>&#8221;, un concetto già presente in moltissime app e che dovrebbe affermarsi alla grande il prossimo anno. Il concetto base è questo: gran parte delle nostre attività sono &#8220;locali&#8221; &#8211; fare acquisti, mangiare, spostarsi nelle zone dove viviamo o lavoriamo. Gli smartphone sanno già nativamente dove siamo, e sempre più app arriveranno per consigliarci cosa comprare, cosa mangiare e dove andare. Le app, in pratica, sfrutteranno in tempo reale l&#8217;enorme mole di informazioni disponibili e ci aiuteranno a prendere le migliori decisioni.</p>
<p>Il controllo vocale esploderà. Apple non è il primo produttore di smartphone ad utilizzare il controllo vocale o un&#8217;interfaccia a linguaggio naturale ma l&#8217;iPhone 4S, con Siri, ha innescato un interesse di massa nei confronti di questa tecnologia. E il prossimo anno, probabilmente, vedremo emergere la concorrenza: Google ci sta lavorando, e Nuance &#8211; la cui tecnologia è utilizzata in Siri &#8211; ha appena acquistato il rivale Vlingo, visto che &#8220;praticamente tutte le aziende di dispositivi mobile ed elettronica di consumo del pianeta cercano di integrare il controllo vocale nei loro prodotti e servizi&#8221; &#8211; <a href="http://gigaom.com/2011/12/20/nuance-buys-vlingo-builds-a-voice-technology-giant/">ha affermato Mike Thompson</a>, CEO di Nuance.</p>
<p>L&#8217;<a href="http://blog.tagliaerbe.com/2011/06/nfc-internet-delle-cose.html">NFC</a> crescerà, ma <a href="http://gigaom.com/2011/10/20/nfc-will-be-driven-by-marketing-and-loyalty-not-payments/">non per i pagamenti</a>. Abbiamo scommesso sull&#8217;NFC per parecchi mesi, e continueremo a farlo per tutto il 2012. Ma probabilmente il focus non sarà sulle transazioni, ma su ciò che ci gira intorno: premi, raccolte punti e carte fedeltà. Puoi già vedere qualche idea all&#8217;opera in Google Wallet e in Google Offers. Ovviamente assisteremo anche all&#8217;integrazione di NFC nelle app, e la diffusione di dispositivi mobili con integrata questa tecnologia.</p>
<p>Emergeranno nuovi app store di nicchia. Negli store di Apple e Google è difficile trovare in fretta delle buone applicazioni. Il che significa che è difficile, per gli sviluppatori, farsi notare: Apple ci ha provato con le <em>&#8220;curated list&#8221;</em>, ma c&#8217;è chi pensa che per Android nasceranno nuovi store brandizzati, come quello di <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/amazon/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con amazon">Amazon</a>. L&#8217;Android Market &#8220;è così strapieno di app che nuovi store emergeranno&#8221; &#8211; afferma Colin Gibbs. Ciò sarà valido sia per le nicchie, che per i brand (come ad esempio Best Buy o Electronic Arts): un&#8217;altra grossa opportunità per il 2012.</p>
<p><small>Liberamente tradotto da <em><a href="http://gigaom.com/2011/12/25/the-year-in-mobile-apps-where-weve-been-where-were-going/">The year in mobile apps: Where we’ve been, where we’re going</a></em>, di Erica Ogg.</small></p>
<hr />
<p>Copyright © <a href="http://blog.tagliaerbe.com/"><strong>TagliaBlog</strong></a>: puoi ripubblicare i contenuti di questo post solo parzialmente e solo inserendo un link al post originale.</p>
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</div>
<p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/tagliaerbe/~4/EQuc_PO74I0" height="1" width="1" /></p>
<p>Excerpt from:<br />
<a target="_blank" href="http://feedproxy.google.com/~r/tagliaerbe/~3/EQuc_PO74I0/previsioni-mobile-2012.html" title="Mobile: punto sul 2011 e previsioni per il 2012">Mobile: punto sul 2011 e previsioni per il 2012</a></p>
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		<item>
		<title>I nuovi Domini di Icann</title>
		<link>http://www.webmarketing-ecommerce.net/i-nuovi-domini-di-icann/</link>
		<comments>http://www.webmarketing-ecommerce.net/i-nuovi-domini-di-icann/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Dec 2011 23:02:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ubierankicpyk</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Il 20 giugno 2011, ICANN ( Internet Corporation for Assigned Names and Numbers ) ha avviato l’application process per una delle più grandi e attese rivoluzioni in rete: parliamo di quella che può essere considerata una liberalizzazione dei domini di primo livello (Top Level Domain, TLD ) che ci svincolerà dalla gabbia degli attuali 272 domini di primo livello &#8211; di cui 22 generici (.com .edu .org etc) e 250 nazionali (.it .de .uk) &#8211; a favore di domini customizzabili che potranno contenere qualsiasi parola chiave (branded e non), qualsiasi valore, categoria o nome di città. Quali implicazioni porta con sé questa svolta epocale? Semplicità di navigazione Superato il periodo di iniziale confusione, gli utenti potranno navigare con sempre maggior intuitività grazie a strutture di URL più semplici e, quindi, più facilmente memorizzabili (es: nutella.ferrero oppure svelto.p&#038;g)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[</p>
<p><img src="http://blog.tagliaerbe.com/wp-content/uploads/2011/12/domini-icann.jpg" alt="Nomi a Dominio" /></p>
<p>Il 20 giugno 2011, <a href="http://www.icann.org/">ICANN</a> (<em><a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/internet/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con internet">Internet</a> Corporation for Assigned Names and <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/numbers/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con numbers">Numbers</a></em>) ha avviato l’application process per una delle più grandi e attese rivoluzioni in rete: parliamo di quella che può essere considerata una liberalizzazione dei <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/domini/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con domini">domini</a> di primo livello (Top Level Domain, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dominio_di_primo_livello">TLD</a>) che ci svincolerà dalla gabbia degli attuali 272 domini di primo livello &#8211; di cui 22 generici (.com .edu .org etc) e 250 nazionali (.it .de .uk) &#8211; a favore di domini customizzabili che potranno contenere qualsiasi parola chiave (branded e non), qualsiasi valore, categoria o nome di città.</p>
<p><span id="more-4992"></span></p>
<p>Quali implicazioni porta con sé questa svolta epocale?</p>
<p><em>Semplicità di navigazione</em><br />
Superato il periodo di iniziale confusione, gli utenti potranno navigare con sempre maggior intuitività grazie a strutture di URL più semplici e, quindi, più facilmente memorizzabili (es: nutella.ferrero oppure svelto.p&#038;g).<br />
Inoltre, se consideriamo realtà con brand architecture particolarmente articolate, il <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/tld/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con tld">TLD</a> fungerà da aggregatore di siti, contenuti, prodotti e servizi in grado di riflettere con chiarezza i differenti livelli di branding.</p>
<p><em>Protezione</em><br />
Grandi vantaggi anche sul fronte legale: il TLD consentirà una protezione totale da spiacevoli fenomeni di brand abuse e cybersquatting, garantendo protezione sulle proprietà intellettuali e da eventuali frodi (es: se non è .ikea allora fidati, questa pagina non è assemblata da Ikea! <img src="http://blog.tagliaerbe.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif" alt=":-D" class="wp-smiley" />  ).</p>
<p><em>Decisione strategica</em><br />
Il possesso di TLD particolarmente appetibili rappresenta inoltre un investimento strategico anche dal punto di <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/vista/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con vista">vista</a> strettamente economico.<br />
Perché? Semplice: la possibilità di concedere domini di secondo livello all’interno di TLD particolarmente rilevanti (es: <em>kurtelling</em>.jazz) costituirà un’importante fonte di ricavo a sostegno di nuovi potenziali investimenti in digital.</p>
<p><em>Aspetti critici</em><br />
C’è da precisare che questo processo di assegnazione non è poi così agile ed immediato per almeno due motivi: primo, le tempistiche prefissate per concludere l’intero processo oscillano dai 9 ai 20 mesi; secondo, abbiate la pazienza di scoprirlo verso la fine del post!<br />
Andiamo con ordine, partendo col dare qualche informazione più pratica sul lungo iter da affrontare per raggiungere questo obiettivo.</p>
<p><em>Tempistiche</em><br />
L’intero processo di assegnazione si compone principalmente di 3 fasi, alla fine delle quali avverrà l’approvazione ed il rilascio del TLD richiesto:</p>
<p><em>Fase I</em><br />
A partire dal 12 Gennaio 2012, ICANN disporrà un’apposita piattaforma di registrazione all’interno della quale saranno processate soltanto 500 richieste (deadline: registrazione 29/03/2012 e submission della richiesta 12/04/2012); tali formalizzazioni saranno corredate dall’invio di un deposito cauzionale a garanzia di serietà ($5.000, circa €3.700) e di una serie di dati per valutare l’accesso alla <em>Fase II</em>.</p>
<p><em>Fase II &#8211; Admin Completeness Check</em><br />
Il secondo step, dalla durata di 2 mesi (13/04 – 13/06), sarà finalizzato a verificare presupposti economici e di legittimità del richiedente per la futura assegnazione.<br />
Al termine, ogni singola proposta promossa alla <em>Fase III</em> sarà sottoposta ad una valutazione più specifica ed approfondita.</p>
<p><em>Fase III &#8211; Evaluation Period</em><br />
E’ questa la fase più lunga ed incerta per l’assegnazione del gTLD, in cui eventuali altri interessati potranno avanzare le proprie recriminazioni ed obiezioni in merito all’assegnazione in oggetto, ma non solo: senza bisogno di troppa fantasia, possiamo immaginare che per determinate parole chiave ad elevato valore strategico, saranno presentate numerose richieste che daranno vita a grandi contese. Il motivo riguarda – in perfetto stile “chi primo arriva meglio alloggia” – l’impossibilità di assegnare un TLD similare o tale da indurre confusione (e non per forza identico!) rispetto ad un altro già esistente.<br />
Così, per esempio, se un produttore di mele ai piedi delle colline Blue Ridge nel <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/north/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con north">North</a> Carolina dovesse vedersi assegnato il dominio <em>.apples</em> per la produzione delle sue ottime mele Arkansas Black, la ben più nota società di Cupertino – <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/apple/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con apple">Apple</a> – si vedrebbe negata in via definitiva l’assegnazione dell’eventuale TLD <em>.apple</em>.<br />
La <em>Fase III</em> risulta quindi particolarmente delicata, poiché l’assegnazione o meno di un TLD potrebbe incidere sulle future sorti online di una data entità.<br />
A redimere le controversie sarà una community esterna ad ogni interesse, in grado di valutare con equità caso per caso; se poi la disputa non si risolverà con un giudizio univoco, ICANN procederà all’assegnazione tramite asta.<br />
Arrivati fino a questo punto, vi meritate di scoprire quale sia la seconda criticità prima accennata: se siete interessati all’acquisto di un TLD, cominciate a prepararvi una bella montagna di bigliettoni, visto che la richiesta economica formulata da ICANN per il riconoscimento e l’assegnazione del TLD è di… $ 185.000, (circa € 137.000) aste escluse!<br />
E se anche questa notizia non ha scalfito la vostra ferma volontà di ottenere un dominio di primo livello personalizzato, non mi resta che augurarvi in bocca al lupo e rimandarvi alle 352 pagine della <a href="http://www.icann.org/en/topics/new-gtlds/rfp-clean-19sep11-en.pdf">guida</a> pubblicata da ICANN, che vi spiegherà in ogni singolo dettaglio tutte le operazioni necessarie per avere successo nella corsa al vostro desiderato TLD.</p>
<p><strong>Che effetti avrà sulla <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/seo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con seo">SEO</a>?</strong><br />
Visto l’ammontare non indifferente dell’investimento e nell’ipotesi di una certa continuità col passato, possiamo ragionevolmente prevedere (anche se i <a href="http://www.distilled.net/blog/seo/dot-brand-tlds-my-predictions/">giudizi</a> in merito non sono del tutto concordi) che l’exact match tra query e dominio continuerà a costituire un <a href="http://www.seomoz.org/article/search-ranking-factors#metrics">forte bias di Google nella composizione delle proprie SERP</a>. E’ quindi ragionevole ipotizzare, per esempio, che un dominio di primo livello .insurances potrà godere di un bias favorevole per una query contenenti la stessa parola chiave quale “insurances”.</p>
<p>Un’altra riflessione interessante: l’autorevolezza di alcuni TLD generici quali < .com>, < .edu> o < .org> ha da sempre rappresentato, <em>coeteris paribus</em>, un fattore di vantaggio rispetto ad altri domini di primo livello generici. Ci chiediamo quindi se vi sarà un qualche fattore premiante o penalizzante da parte dei motori nei confronti dei nuovi gTLD.</p>
<p>Per concludere, l’importante investimento di cui è oggetto l’acquisizione dovrà in qualche modo costituire un’importante scelta strategica che possa concretizzarsi non soltanto nei vantaggi competitivi di natura difensiva o in termini di navigabilità, ma anche – e soprattutto – nell’eterna battaglia per la scalata delle SERP.</p>
<p><small>Autore: Matteo Sutto, co-fondatore <a href="http://www.neoseo.it/">NeoSEO</a>, per il TagliaBlog.</small></p>
<hr />
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		<title>Revenue da Mobile Advertising? Ridicole, ma…</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 23:04:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>galachesspwb</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Si continua a parlare del mobile come del nuovo El Dorado, ma la triste realtà è invece questa: In poche parole, tutto il mercato nordamericano della display advertising su dispositivi mobili varrà quest&#8217;anno 630 milioni di dollari , una cifra ridicola se pensiamo che nel solo terzo trimestre del 2011 il mercato U.S. della pubblicità su Internet ha rastrellato 7,88 miliardi di dollari . Di questi 630 milioni Google ne intercetta quasi un quarto (24%), Apple il 15%, Yahoo! l&#8217;8% e Microsoft il 6%. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Si continua a parlare del <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/mobile/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con mobile">mobile</a> come del nuovo El Dorado, ma la triste realtà è invece questa:</p>
<p><img src="http://blog.tagliaerbe.com/wp-content/uploads/2011/12/mobile-advertising-revenue.jpg" alt="U.S. Mobile Display-Ad Revenue - 2011" /></p>
<p><span id="more-4971"></span></p>
<p>In poche parole, tutto il mercato nordamericano della display <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/advertising/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con advertising">advertising</a> su dispositivi mobili varrà quest&#8217;anno <a href="http://www.businessinsider.com/chart-of-the-day-the-mobile-ad-market-is-astoundingly-tiny-2011-12">630 milioni di dollari</a>, una cifra ridicola se pensiamo che nel solo terzo trimestre del 2011 il mercato U.S. della pubblicità su <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/internet/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con internet">Internet</a> ha rastrellato <a href="http://www.iab.net/about_the_iab/recent_press_releases/press_release_archive/press_release/pr-113011">7,88 miliardi di dollari</a>.</p>
<p>Di questi 630 milioni Google ne intercetta quasi un quarto (24%), <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/apple/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con apple">Apple</a> il 15%, <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/yahoo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con yahoo">Yahoo</a>! l&#8217;8% e <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/microsoft/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con microsoft">Microsoft</a> il 6%. </p>
<p>Ma Google e Apple approcciano l&#8217;advertising mobile in modo differente: <a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052970204336104577094872512502942.html">secondo il WSJ</a>, <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/mountain/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con mountain">Mountain</a> View fa pagare i suoi banner fra i 4 e i 12 dollari ogni 1.000 visualizzazioni, mentre Cupertino, col suo <a href="http://blog.tagliaerbe.com/2010/04/iad.html">iAd</a>, chiede al singolo inserzionista una cifra minima di 400-500.000 dollari, oppure un costo di 10 dollari per ogni annuncio pubblicitario visualizzato (o di 2 dollari &#8220;a tap&#8221;).</p>
<p>Nel 2012, però, le cose potrebbero cambiare, e parecchio. E&#8217; infatti <a href="http://www.bloomberg.com/news/2011-12-13/facebook-is-said-to-ready-its-first-foray-into-mobile-ads-by-end-of-march.html">notizia di ieri</a> che <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/facebook/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con facebook">Facebook</a> lancerà entro fine marzo la sua pubblicità su mobile.</p>
<p>Probabilmente avrà a che fare con le <a href="http://blog.tagliaerbe.com/2011/01/facebook-sponsored-stories.html">Sponsored Stories</a>, e sicuramente sarà in grado di far esplodere le revenue ancora molto piccole di questo spicchio di pubblicità online: se è vero che <a href="http://www.facebook.com/press/info.php?statistics">più di 350 milioni di utenti</a> accedono a Facebook tramite un dispositivo mobile, si fa presto a fare i conti&#8230;</p>
<hr />
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<p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/tagliaerbe/~4/XPWzhFaDuXg" height="1" width="1" /></p>
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		<title>SEO per App Mobile</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 23:03:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Postfix</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[mobile]]></category>
		<category><![CDATA[parole-chiave]]></category>
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		<category><![CDATA[windows]]></category>

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		<description><![CDATA[ Due giorni fa Apple ha annunciato ufficialmente di aver superato il traguardo delle 500.000 app, scaricate complessivamente più di 18 miliardi (!) di volte con un trend che attualmente è di circa 1 miliardo di download al mese. Per Android si parla invece di quasi 350.000 appplicazioni, per Windows Phone di oltre 40.000. E&#8217; un mercato grasso, in forte crescita, e quindi estremamente competitivo: come è possibile far emergere la propria applicazione in questo mare, ottenere parecchi download e di conseguenza anche un bel po&#8217; di soldini? ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[</p>
<p><img src="http://blog.tagliaerbe.com/wp-content/uploads/2011/12/seo-app.jpg" alt="Applicazione per SEO" /></p>
<p>Due giorni fa <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/apple/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con apple">Apple</a> <a href="http://www.apple.com/pr/library/2011/12/12Apples-Mac-App-Store-Downloads-Top-100-Million.html">ha annunciato ufficialmente</a> di aver superato il traguardo delle 500.000 app, scaricate complessivamente più di 18 miliardi (!) di volte con un trend che attualmente è di circa 1 miliardo di download al mese.</p>
<p><span id="more-4968"></span></p>
<p>Per Android <a href="http://www.appbrain.com/stats/number-of-android-apps">si parla invece</a> di quasi 350.000 appplicazioni, <a href="http://wp7applist.com/stats/">per Windows Phone</a> di oltre 40.000.</p>
<p>E&#8217; un mercato grasso, in forte crescita, e quindi estremamente competitivo: come è possibile far emergere la propria applicazione in questo mare, ottenere parecchi download e di conseguenza anche un bel po&#8217; di soldini?</p>
<p>Beh, ovviamente con la <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/seo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con seo">SEO</a> applicata al mondo delle app <img src="http://blog.tagliaerbe.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif" alt=":-)" class="wp-smiley" /> </p>
<p>Intendo dire che la tua applicazione deve trovare il modo di farsi strada non solo fra le SERP dei tradizionali motori di ricerca, ma anche (e soprattutto) all&#8217;interno dello <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/store/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con store">store</a> dove verrà scaricata dall&#8217;utilizzatore finale.</p>
<p>Ecco dunque un breve elenco di <em>tip and tricks</em> specifici per l&#8217;App Store &#8211; ma estendibili anche agli altri store di applicazioni &#8211; offerti da <a href="http://www.mobilemoxie.com/2011/02/how-to-seo-for-a-mobile-app/">Cindy Krum di Mobile Moxie</a>.</p>
<p><strong>Ottimizza il Nome e l&#8217;URL della tua App</strong></p>
<p>Il nome dell&#8217;applicazione impatta lato SEO sia in Google che nelle ricerche effettuate all&#8217;interno dell&#8217;App Store. Le parole chiave che utilizzi per il nome della tua app sono inserite nelle keyword all&#8217;interno del tag keyword. Ciò significa che non è necessario ripetere le parole chiave che si trovano nel titolo dell&#8217;applicazione all&#8217;interno del tag keyword (e viceversa), e significa anche che la brevità può non essere la miglior strategia quando si sceglie il nome dell&#8217;app. Se hai un brand forte potresti usarlo nel nome, ma è meglio includere anche delle keyword descrittive dell&#8217;applicazione: in tal modo l&#8217;app potrà essere trovata nel caso di ricerche generiche, e inoltre avrai a disposizione più caratteri nel tag keyword. Per esempio, l&#8217;applicazione dell&#8217;<a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/amazon/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con amazon">Amazon</a> Kindle si chiama semplicemente &#8220;Kindle&#8221;, ma probabilmente potrebbe performare meglio se il nome fosse &#8220;Kindle: Free <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/amazon/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con amazon">Amazon</a> eReader&#8221;.</p>
<p>Come nella SEO tradizionale, l&#8217;URL dell&#8217;applicazione ha un ruolo chiave nel posizionamento. Il nome dell&#8217;app verrà automaticamente utilizzato come nome del file nell&#8217;URL dell&#8217;applicazione. Per questo motivo, assicurati che non contenga caratteri speciali, come i simboli del trademark o del copyright, perché ciò potrebbe causare un errore nel sistema che crea gli URL che quindi genererà un URL con un ID esclusivamente numerico.</p>
<p><strong>La designazione delle Parole Chiave nell&#8217;App Store</strong></p>
<p>Il ranking nell&#8217;App Store e generato dalle recensioni e dai download, ma estremamente importanti sono anche il nome e i 100 caratteri delle keyword con cui l&#8217;app viene presentata. E&#8217; bene capire che tutti questi 100 caratteri hanno un peso, e quindi andrebbero tutti ottimizzati. E&#8217; possibile separare le parole chiave con una virgola, senza metterci dopo un spazio; ad esempio: keyword1,keyword2,keyword3,keyword4.</p>
<p>L&#8217;App Store interpreta le keyword singolarmente &#8211; e non in frasi &#8211; e non ha alcuna comprensione contestuale o semantica. Significa che se ci sono plurali, errori di ortografia o sinonimi l&#8217;algoritmo non è in grado di capire che la tua applicazione dovrebbe posizionarsi per quei termini, che quindi vanno inclusi nel tag keyword. In pratica se la top keyword della tua app è &#8220;cane&#8221;, è bene includere sia &#8220;cane&#8221; che &#8220;cani&#8221; se vuoi posizionarti in entrambe le ricerche.</p>
<p>Spammare il tag keyword con parole chiave non correlate o con il nome del tuo competitor rischia di far bocciare l&#8217;applicazione; assicurati quindi che i termini siano in relazione con la tua app. Pensa alle persone che non conoscono la tua app, e a cosa cercherebbero se volessero scaricarla. Ciò significa che potresti includere frasi generiche come &#8220;app per le mamme&#8221; o &#8220;giochi per bambini&#8221;.</p>
<p>Non dimenticare che le 2 parole chiave più cercate nell&#8217;App Store sono &#8220;cheap&#8221; e &#8220;free&#8221;, e quindi cerca di includerle nel title o fra le keyword. L&#8217;App Store ha anche un filtro per mostrare solo le app gratuite, eliminando dalla <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/vista/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con vista">vista</a> quelle a pagamento: se la tua app è a pagamento, una buona idea potrebbe essere quella di offrire una versione &#8220;lite&#8221; &#8211; e quindi gratuita &#8211; dell&#8217;applicazione, incoraggiando poi l&#8217;utente a scaricare quella paid (esattamente come fa <a href="http://blog.tagliaerbe.com/2011/03/angry-birds.html">Angry Birds</a>).</p>
<p><strong>Ottimizza la Descrizione della tua App</strong></p>
<p>La descrizione dell&#8217;applicazione non migliora il ranking dell&#8217;App Store, ma è invece importante per quello di Google. Le keyword che scegli di mostrare quando invii l&#8217;app all&#8217;App Store non possono essere viste da Google, e pertanto per posizionare bene l&#8217;app in Google è necessario ottimizzarne il nome e la descrizione. Il bello è che Google è un motore di ricerca molto più sofisticato di quello presente nell&#8217;App Store, e quindi è in grado di interpretare plurali, errori di ortografia e sinonimi.</p>
<p>La descrizione che inserisci sarà quella mostrata nella pagina HTML che Apple crea sul web per la tua applicazione. Quando pensi alla descrizione, presta attenzione a dove le interruzioni di linea compariranno quando l&#8217;app verrà visualizzata su un telefono. Nell&#8217;App Store ogni &#8220;linea&#8221; è di 120 caratteri, e automaticamente viene messo un ritorno a capo. Presta attenzione al numero dei caratteri e potrai capire come viene formattato il testo all&#8217;interno dell&#8217;app. Hai a disposizione solo 3 righe <em>above the fold</em> (prima che sia necessario cliccare su &#8220;more&#8221; nell&#8217;App Store), e quindi il massimo numero di caratteri a tua disposizione, spazi inclusi, è di 360. Se per sbaglio inserisci troppi caratteri, e quindi viene aggiunto un ritorno a capo, rischi di perdere una intera riga di descrizione (ovvero 120 caratteri).</p>
<p>Quando prepari la tua descrizione, pensa al potenziale utente che sta per scaricare l&#8217;applicazione: molti non leggono la descrizione dell&#8217;app, specialmente se questa è gratuita, quindi le informazioni vitali devono essere incluse nelle immagini che illustrano il funzionamento dell&#8217;applicazione, e anche evidenziate in un elenco puntato. E&#8217; importante notare che i contenuti degli elenchi puntati vanno a capo dopo soli 45 caratteri.</p>
<p>La lunghezza massima della description è di 4.000 caratteri, spazi inclusi. Nella descrizione possono essere inseriti simboli Unicode e volendo anche una tua recensione personale dell&#8217;app. Anche se non influisce sul posizionamento nell&#8217;App Store, è una buona idea includere qualche piccola recensione nella descrizione: ciò è particolarmente vero se stai lanciando una nuova app, che quindi parte con zero recensioni nello store. Tali review possono provenire da beta tester ufficiali o da siti, e in quanto genuine possono essere molto utili, incoraggiando altri utenti a scaricare l&#8217;app. Inoltre queste recensioni, includendo con buona probabilità parecchie parole chiave diverse fra loro, potrebbero fornire a Google buoni contenuti quando esegue la scansione della pagina. </p>
<p><strong>Scegli accuratamente la Categoria</strong></p>
<p>Potresti non rendertene conto, ma la categoria che scegli per inserire la tua app è strategica. In molti casi l&#8217;applicazione potrebbe rientrare in più categorie, e quindi il tuo lavoro di marketer sarà quello di bilanciare la necessità di raggiungere il pubblico giusto con quella di scegliere la categoria meno competitiva in termini di applicazioni simili alla tua e di posizionamento delle parole chiave.</p>
<p><strong>Linka la tua App</strong></p>
<p>Ovviamente, per scalare Google con la pagina relativa all&#8217;app, è sempre valida la regola di ricevere ottimi link esterni, da siti correlati al tema dell&#8217;applicazione e/o con forte trust. Un buon suggerimento potrebbe essere quello di far recensire l&#8217;app dai tanti siti e blog che parlano di smartphone e applicazioni, e riceverne quindi in cambio un link. </p>
<p>Altri suggerimenti qui sotto, a partire dalla slide n.10:<br />
<center></center></p>
<div> <strong><a href="http://www.slideshare.net/MobileMoxie/App Store-seo" title="App Store SEO" target="_blank">App Store SEO</a></strong> </p>
<div> View more <a href="http://www.slideshare.net/" target="_blank">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/MobileMoxie" target="_blank">MobileMoxie</a> </div>
</div>
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</div>
<p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/tagliaerbe/~4/BifzgwsrOA8" height="1" width="1" /></p>
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		<title>SEO per App Mobile</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 23:03:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rerabityrat</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Due giorni fa Apple ha annunciato ufficialmente di aver superato il traguardo delle 500.000 app, scaricate complessivamente più di 18 miliardi (!) di volte con un trend che attualmente è di circa 1 miliardo di download al mese. Per Android si parla invece di quasi 350.000 appplicazioni, per Windows Phone di oltre 40.000. ]]></description>
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<p>Due giorni fa <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/apple/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con apple">Apple</a> <a href="http://www.apple.com/pr/library/2011/12/12Apples-Mac-App-Store-Downloads-Top-100-Million.html">ha annunciato ufficialmente</a> di aver superato il traguardo delle 500.000 app, scaricate complessivamente più di 18 miliardi (!) di volte con un trend che attualmente è di circa 1 miliardo di download al mese.</p>
<p><span id="more-4969"></span></p>
<p>Per Android <a href="http://www.appbrain.com/stats/number-of-android-apps">si parla invece</a> di quasi 350.000 appplicazioni, <a href="http://wp7applist.com/stats/">per Windows Phone</a> di oltre 40.000.</p>
<p>E&#8217; un mercato grasso, in forte crescita, e quindi estremamente competitivo: come è possibile far emergere la propria applicazione in questo mare, ottenere parecchi download e di conseguenza anche un bel po&#8217; di soldini?</p>
<p>Beh, ovviamente con la <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/seo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con seo">SEO</a> applicata al mondo delle app <img src="http://blog.tagliaerbe.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif" alt=":-)" class="wp-smiley" /> </p>
<p>Intendo dire che la tua applicazione deve trovare il modo di farsi strada non solo fra le SERP dei tradizionali motori di ricerca, ma anche (e soprattutto) all&#8217;interno dello <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/store/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con store">store</a> dove verrà scaricata dall&#8217;utilizzatore finale.</p>
<p>Ecco dunque un breve elenco di <em>tip and tricks</em> specifici per l&#8217;App Store &#8211; ma estendibili anche agli altri store di applicazioni &#8211; offerti da <a href="http://www.mobilemoxie.com/2011/02/how-to-seo-for-a-mobile-app/">Cindy Krum di Mobile Moxie</a>.</p>
<p><strong>Ottimizza il Nome e l&#8217;URL della tua App</strong></p>
<p>Il nome dell&#8217;applicazione impatta lato SEO sia in Google che nelle ricerche effettuate all&#8217;interno dell&#8217;App Store. Le parole chiave che utilizzi per il nome della tua app sono inserite nelle keyword all&#8217;interno del tag keyword. Ciò significa che non è necessario ripetere le parole chiave che si trovano nel titolo dell&#8217;applicazione all&#8217;interno del tag keyword (e viceversa), e significa anche che la brevità può non essere la miglior strategia quando si sceglie il nome dell&#8217;app. Se hai un brand forte potresti usarlo nel nome, ma è meglio includere anche delle keyword descrittive dell&#8217;applicazione: in tal modo l&#8217;app potrà essere trovata nel caso di ricerche generiche, e inoltre avrai a disposizione più caratteri nel tag keyword. Per esempio, l&#8217;applicazione dell&#8217;<a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/amazon/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con amazon">Amazon</a> Kindle si chiama semplicemente &#8220;Kindle&#8221;, ma probabilmente potrebbe performare meglio se il nome fosse &#8220;Kindle: Free <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/amazon/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con amazon">Amazon</a> eReader&#8221;.</p>
<p>Come nella SEO tradizionale, l&#8217;URL dell&#8217;applicazione ha un ruolo chiave nel posizionamento. Il nome dell&#8217;app verrà automaticamente utilizzato come nome del file nell&#8217;URL dell&#8217;applicazione. Per questo motivo, assicurati che non contenga caratteri speciali, come i simboli del trademark o del copyright, perché ciò potrebbe causare un errore nel sistema che crea gli URL che quindi genererà un URL con un ID esclusivamente numerico.</p>
<p><strong>La designazione delle Parole Chiave nell&#8217;App Store</strong></p>
<p>Il ranking nell&#8217;App Store e generato dalle recensioni e dai download, ma estremamente importanti sono anche il nome e i 100 caratteri delle keyword con cui l&#8217;app viene presentata. E&#8217; bene capire che tutti questi 100 caratteri hanno un peso, e quindi andrebbero tutti ottimizzati. E&#8217; possibile separare le parole chiave con una virgola, senza metterci dopo un spazio; ad esempio: keyword1,keyword2,keyword3,keyword4.</p>
<p>L&#8217;App Store interpreta le keyword singolarmente &#8211; e non in frasi &#8211; e non ha alcuna comprensione contestuale o semantica. Significa che se ci sono plurali, errori di ortografia o sinonimi l&#8217;algoritmo non è in grado di capire che la tua applicazione dovrebbe posizionarsi per quei termini, che quindi vanno inclusi nel tag keyword. In pratica se la top keyword della tua app è &#8220;cane&#8221;, è bene includere sia &#8220;cane&#8221; che &#8220;cani&#8221; se vuoi posizionarti in entrambe le ricerche.</p>
<p>Spammare il tag keyword con parole chiave non correlate o con il nome del tuo competitor rischia di far bocciare l&#8217;applicazione; assicurati quindi che i termini siano in relazione con la tua app. Pensa alle persone che non conoscono la tua app, e a cosa cercherebbero se volessero scaricarla. Ciò significa che potresti includere frasi generiche come &#8220;app per le mamme&#8221; o &#8220;giochi per bambini&#8221;.</p>
<p>Non dimenticare che le 2 parole chiave più cercate nell&#8217;App Store sono &#8220;cheap&#8221; e &#8220;free&#8221;, e quindi cerca di includerle nel title o fra le keyword. L&#8217;App Store ha anche un filtro per mostrare solo le app gratuite, eliminando dalla <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/vista/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con vista">vista</a> quelle a pagamento: se la tua app è a pagamento, una buona idea potrebbe essere quella di offrire una versione &#8220;lite&#8221; &#8211; e quindi gratuita &#8211; dell&#8217;applicazione, incoraggiando poi l&#8217;utente a scaricare quella paid (esattamente come fa <a href="http://blog.tagliaerbe.com/2011/03/angry-birds.html">Angry Birds</a>).</p>
<p><strong>Ottimizza la Descrizione della tua App</strong></p>
<p>La descrizione dell&#8217;applicazione non migliora il ranking dell&#8217;App Store, ma è invece importante per quello di Google. Le keyword che scegli di mostrare quando invii l&#8217;app all&#8217;App Store non possono essere viste da Google, e pertanto per posizionare bene l&#8217;app in Google è necessario ottimizzarne il nome e la descrizione. Il bello è che Google è un motore di ricerca molto più sofisticato di quello presente nell&#8217;App Store, e quindi è in grado di interpretare plurali, errori di ortografia e sinonimi.</p>
<p>La descrizione che inserisci sarà quella mostrata nella pagina HTML che Apple crea sul web per la tua applicazione. Quando pensi alla descrizione, presta attenzione a dove le interruzioni di linea compariranno quando l&#8217;app verrà visualizzata su un telefono. Nell&#8217;App Store ogni &#8220;linea&#8221; è di 120 caratteri, e automaticamente viene messo un ritorno a capo. Presta attenzione al numero dei caratteri e potrai capire come viene formattato il testo all&#8217;interno dell&#8217;app. Hai a disposizione solo 3 righe <em>above the fold</em> (prima che sia necessario cliccare su &#8220;more&#8221; nell&#8217;App Store), e quindi il massimo numero di caratteri a tua disposizione, spazi inclusi, è di 360. Se per sbaglio inserisci troppi caratteri, e quindi viene aggiunto un ritorno a capo, rischi di perdere una intera riga di descrizione (ovvero 120 caratteri).</p>
<p>Quando prepari la tua descrizione, pensa al potenziale utente che sta per scaricare l&#8217;applicazione: molti non leggono la descrizione dell&#8217;app, specialmente se questa è gratuita, quindi le informazioni vitali devono essere incluse nelle immagini che illustrano il funzionamento dell&#8217;applicazione, e anche evidenziate in un elenco puntato. E&#8217; importante notare che i contenuti degli elenchi puntati vanno a capo dopo soli 45 caratteri.</p>
<p>La lunghezza massima della description è di 4.000 caratteri, spazi inclusi. Nella descrizione possono essere inseriti simboli Unicode e volendo anche una tua recensione personale dell&#8217;app. Anche se non influisce sul posizionamento nell&#8217;App Store, è una buona idea includere qualche piccola recensione nella descrizione: ciò è particolarmente vero se stai lanciando una nuova app, che quindi parte con zero recensioni nello store. Tali review possono provenire da beta tester ufficiali o da siti, e in quanto genuine possono essere molto utili, incoraggiando altri utenti a scaricare l&#8217;app. Inoltre queste recensioni, includendo con buona probabilità parecchie parole chiave diverse fra loro, potrebbero fornire a Google buoni contenuti quando esegue la scansione della pagina. </p>
<p><strong>Scegli accuratamente la Categoria</strong></p>
<p>Potresti non rendertene conto, ma la categoria che scegli per inserire la tua app è strategica. In molti casi l&#8217;applicazione potrebbe rientrare in più categorie, e quindi il tuo lavoro di marketer sarà quello di bilanciare la necessità di raggiungere il pubblico giusto con quella di scegliere la categoria meno competitiva in termini di applicazioni simili alla tua e di posizionamento delle parole chiave.</p>
<p><strong>Linka la tua App</strong></p>
<p>Ovviamente, per scalare Google con la pagina relativa all&#8217;app, è sempre valida la regola di ricevere ottimi link esterni, da siti correlati al tema dell&#8217;applicazione e/o con forte trust. Un buon suggerimento potrebbe essere quello di far recensire l&#8217;app dai tanti siti e blog che parlano di smartphone e applicazioni, e riceverne quindi in cambio un link. </p>
<p>Altri suggerimenti qui sotto, a partire dalla slide n.10:<br />
<center></center></p>
<div> <strong><a href="http://www.slideshare.net/MobileMoxie/App Store-seo" title="App Store SEO" target="_blank">App Store SEO</a></strong> </p>
<div> View more <a href="http://www.slideshare.net/" target="_blank">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/MobileMoxie" target="_blank">MobileMoxie</a> </div>
</div>
<p></p>
<hr />
<p>Copyright © <a href="http://blog.tagliaerbe.com/"><strong>TagliaBlog</strong></a>: puoi ripubblicare i contenuti di questo post solo parzialmente e solo inserendo un link al post originale.</p>
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<li><a href="http://blog.tagliaerbe.com/2011/12/come-devono-essere-i-contenuti-mobile.html" title="Come devono essere i contenuti mobile?">Come devono essere i contenuti mobile?</a></li>
</ul>
<div>
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</div>
<p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/tagliaerbe/~4/BifzgwsrOA8" height="1" width="1" /></p>
<p>Excerpt from:<br />
<a target="_blank" href="http://feedproxy.google.com/~r/tagliaerbe/~3/BifzgwsrOA8/seo-app-mobile.html" title="SEO per App Mobile">SEO per App Mobile</a></p>

	Tags: <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/amazon/" title="amazon" rel="tag">amazon</a>, <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/apple/" title="apple" rel="tag">apple</a>, <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/mobile/" title="mobile" rel="tag">mobile</a>, <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/parole-chiave/" title="parole-chiave" rel="tag">parole-chiave</a>, <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/senza-categoria/" title="senza categoria" rel="tag">senza categoria</a>, <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/seo/" title="seo" rel="tag">seo</a>, <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/store/" title="store" rel="tag">store</a>, <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/windows/" title="windows" rel="tag">windows</a><br />
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L’esecuzione è tutto per una Startup?</title>
		<link>http://www.webmarketing-ecommerce.net/l%e2%80%99esecuzione-e-tutto-per-una-startup/</link>
		<comments>http://www.webmarketing-ecommerce.net/l%e2%80%99esecuzione-e-tutto-per-una-startup/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 23:03:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CleafePoeve</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[apple]]></category>
		<category><![CDATA[francisco]]></category>
		<category><![CDATA[power]]></category>
		<category><![CDATA[senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[startup]]></category>
		<category><![CDATA[steve-jobs]]></category>
		<category><![CDATA[uno-startupper]]></category>

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		<description><![CDATA[ Una startup nasce da una grande idea, ma troppo spesso è lì che finisce. Le idee devono essere implementate bene affinché ottengano i risultati desiderati. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[</p>
<p><img src="http://blog.tagliaerbe.com/wp-content/uploads/2011/11/esecuzione.jpg" alt="L'esecuzione in una startup" /></p>
<p>Una <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/startup/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con startup">startup</a> nasce da una grande idea, ma troppo spesso è lì che finisce. Le idee devono essere implementate bene affinché ottengano i risultati desiderati. Una buona implementazione richiede un piano, e un buon piano e buone decisioni operative richiedono persone in gamba. Ecco perché gli investitori investono sugli imprenditori, piuttosto che sulle idee.</p>
<p><span id="more-4935"></span></p>
<p>Le persone e l&#8217;eccellenza operativa devono convergere in ogni <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/business/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con business">business</a>, grande o piccolo che sia. <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/microsoft/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con microsoft">Microsoft</a> lo ha capito lo scorso anno quando la capitalizzazione dell&#8217;azienda passò dai 560 miliardi di dollari del 2000 ai 219 miliardi di dollari, consentendo ad <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/apple/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con apple">Apple</a> di superarla (con 222 miliardi di dollari, e un +15,6 miliardi di crescita nello stesso periodo). Eppure entrambi avevano accesso alle stesse tecnologie, persone, mercato.</p>
<p>Una buona sintesi delle chiavi più rilevanti per raggiungere l&#8217;eccellenza operativa in un business si trova in un libro di Faisal Hoque, chiamato “The <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/power/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con power">Power</a> of Convergence”. Il libro è rivolto alle grandi aziende, ma questi 7 consigli possono essere tranquillamente applicati anche alle startup.</p>
<p><strong>1. Definisci chiaramente la catena del valore</strong>. La catena del valore è costituita dai clienti, partner, fornitori, sistemi interni e dal tuo team. Assicurati di avere ben chiara questa catena, così come le dinamiche di mercato, per portare delle innovazioni operative in ogni tua decisione. Apple è stata in grado di innovare ad un ritmo sorprendente riuscendo a definire ed incontrare nuove opportunità di mercato.</p>
<p><strong>2. Tieni sotto controllo le performance</strong>. Riconoscere e capire performance anomale o non ottimali consente ad una startup di prendere azioni correttive molto in fretta. E&#8217; dunque necessario che dirigenti e dipendenti comprendano tutti i parametri, e siano focalizzati su clienti, qualità e miglioramento continuo.</p>
<p><strong>3. Sostieni il tuo team</strong>. Le startup hanno bisogno che i componenti del team possano agire in assenza di ordini. Ciò non significa abdicare nel definire le politiche aziendali, ma di fornire dei parametri che possano permettere agli individui di agire collettivamente per il bene dell&#8217;azienda. Come ha fatto Steve Jobs in Apple.</p>
<p><strong>4. Comunica efficacemente col tuo team e con i clienti</strong>. La comunicazione è una sfida per qualsiasi realtà aziendale, ma diventa una sfida particolare quando si parla di startup, dove clienti, prodotti, processi e team sono nuovi. La maggior parte dei founder dimentica che la comunicazione diventa esponenzialmente più difficile man mano che il business cresce.</p>
<p><strong>5. Misura il valore e le performance</strong>. Misurare le prestazioni può sembrare una cosa ovvia, ma molti imprenditori sbagliano assegnando a questo task un tempo finito o ben limitato. In una startup la misurazione delle performance deve essere uno sforzo continuo lungo tutta la catena del processo, e non solo alla fine. </p>
<p><strong>6. Definisci i meccanismi di risposta</strong>. Anticipare e pianificare gli scenari peggiori, e sviluppare un &#8220;piano B&#8221;, consente di ottenere rapidi tempi di risposta e alternative necessarie a mettere di nuovo in pista la startup. Le metriche sono necessarie per garantirsi il ritorno ad una <em>baseline</em> ben conosciuta. </p>
<p><strong>7. Massimizza l&#8217;architettura tecnologica e gli standard</strong>. La continua innovazione volta a mantenere un vantaggio competitivo non significa che è possibile ignorare le attuali tecnologie e gli attuali standard: questi devono sempre essere sfruttati per produrre il miglior prodotto possibile.</p>
<p>Ciò che ogni azienda ha bisogno è una convergenza fra gli elementi di business e quelli tecnologici, in modo ottimizzare il ritorno e il posizionamento competitivo. Troppo spesso gli imprenditori postulano una nuova tecnologia o una idea, senza capire che un business di successo è un processo ininterrotto di adattamento e miglioramente di tutti gli elementi in gioco &#8211; e in particolare dello stesso <em>business model</em>, dei processi, delle persone, della tecnologia.</p>
<p>Apple, con Steve Jobs, ha dimostrato un rara convergenza fra tecnologia, conoscenza del mercato, processi di business e persone. Con la tua startup, sarai in grado di fare lo stesso?</p>
<p><small>Liberamente tradotto da <em><a href="http://www.forbes.com/sites/martinzwilling/2011/08/20/with-great-startups-its-all-about-the-execution/">With Great Startups It&#8217;s All About The Execution</a></em>, di Martin Zwilling.</small></p>
<hr />
<p>Copyright © <a href="http://blog.tagliaerbe.com/"><strong>TagliaBlog</strong></a>: puoi ripubblicare i contenuti di questo post solo parzialmente e solo inserendo un link al post originale.</p>
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</ul>
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<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/tagliaerbe?a=G9t98qJlH4A:-Zoowjsjv2c:D7DqB2pKExk"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/tagliaerbe?i=G9t98qJlH4A:-Zoowjsjv2c:D7DqB2pKExk" border="0"/></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/tagliaerbe?a=G9t98qJlH4A:-Zoowjsjv2c:I9og5sOYxJI"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/tagliaerbe?d=I9og5sOYxJI" border="0"/></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/tagliaerbe?a=G9t98qJlH4A:-Zoowjsjv2c:qj6IDK7rITs"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/tagliaerbe?d=qj6IDK7rITs" border="0"/></a>
</div>
<p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/tagliaerbe/~4/G9t98qJlH4A" height="1" width="1" /></p>
<p>View post:<br />
<a target="_blank" href="http://feedproxy.google.com/~r/tagliaerbe/~3/G9t98qJlH4A/startup-esecuzione.html" title="L’esecuzione è tutto per una Startup?">L’esecuzione è tutto per una Startup?</a></p>

	Tags: <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/apple/" title="apple" rel="tag">apple</a>, <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/francisco/" title="francisco" rel="tag">francisco</a>, <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/power/" title="power" rel="tag">power</a>, <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/senza-categoria/" title="senza categoria" rel="tag">senza categoria</a>, <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/startup/" title="startup" rel="tag">startup</a>, <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/steve-jobs/" title="steve-jobs" rel="tag">steve-jobs</a>, <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/uno-startupper/" title="uno-startupper" rel="tag">uno-startupper</a><br />
]]></content:encoded>
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		<title>L’esecuzione è tutto per una Startup?</title>
		<link>http://www.webmarketing-ecommerce.net/l%e2%80%99esecuzione-e-tutto-per-una-startup-2/</link>
		<comments>http://www.webmarketing-ecommerce.net/l%e2%80%99esecuzione-e-tutto-per-una-startup-2/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 23:03:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Usetuariariar</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[apple]]></category>
		<category><![CDATA[francisco]]></category>
		<category><![CDATA[power]]></category>
		<category><![CDATA[senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[startup]]></category>
		<category><![CDATA[steve-jobs]]></category>
		<category><![CDATA[uno-startupper]]></category>

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		<description><![CDATA[ Una startup nasce da una grande idea, ma troppo spesso è lì che finisce. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[</p>
<p><img src="http://blog.tagliaerbe.com/wp-content/uploads/2011/11/esecuzione.jpg" alt="L'esecuzione in una startup" /></p>
<p>Una <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/startup/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con startup">startup</a> nasce da una grande idea, ma troppo spesso è lì che finisce. Le idee devono essere implementate bene affinché ottengano i risultati desiderati. Una buona implementazione richiede un piano, e un buon piano e buone decisioni operative richiedono persone in gamba. Ecco perché gli investitori investono sugli imprenditori, piuttosto che sulle idee.</p>
<p><span id="more-4936"></span></p>
<p>Le persone e l&#8217;eccellenza operativa devono convergere in ogni <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/business/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con business">business</a>, grande o piccolo che sia. <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/microsoft/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con microsoft">Microsoft</a> lo ha capito lo scorso anno quando la capitalizzazione dell&#8217;azienda passò dai 560 miliardi di dollari del 2000 ai 219 miliardi di dollari, consentendo ad <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/apple/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con apple">Apple</a> di superarla (con 222 miliardi di dollari, e un +15,6 miliardi di crescita nello stesso periodo). Eppure entrambi avevano accesso alle stesse tecnologie, persone, mercato.</p>
<p>Una buona sintesi delle chiavi più rilevanti per raggiungere l&#8217;eccellenza operativa in un business si trova in un libro di Faisal Hoque, chiamato “The <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/power/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con power">Power</a> of Convergence”. Il libro è rivolto alle grandi aziende, ma questi 7 consigli possono essere tranquillamente applicati anche alle startup.</p>
<p><strong>1. Definisci chiaramente la catena del valore</strong>. La catena del valore è costituita dai clienti, partner, fornitori, sistemi interni e dal tuo team. Assicurati di avere ben chiara questa catena, così come le dinamiche di mercato, per portare delle innovazioni operative in ogni tua decisione. Apple è stata in grado di innovare ad un ritmo sorprendente riuscendo a definire ed incontrare nuove opportunità di mercato.</p>
<p><strong>2. Tieni sotto controllo le performance</strong>. Riconoscere e capire performance anomale o non ottimali consente ad una startup di prendere azioni correttive molto in fretta. E&#8217; dunque necessario che dirigenti e dipendenti comprendano tutti i parametri, e siano focalizzati su clienti, qualità e miglioramento continuo.</p>
<p><strong>3. Sostieni il tuo team</strong>. Le startup hanno bisogno che i componenti del team possano agire in assenza di ordini. Ciò non significa abdicare nel definire le politiche aziendali, ma di fornire dei parametri che possano permettere agli individui di agire collettivamente per il bene dell&#8217;azienda. Come ha fatto Steve Jobs in Apple.</p>
<p><strong>4. Comunica efficacemente col tuo team e con i clienti</strong>. La comunicazione è una sfida per qualsiasi realtà aziendale, ma diventa una sfida particolare quando si parla di startup, dove clienti, prodotti, processi e team sono nuovi. La maggior parte dei founder dimentica che la comunicazione diventa esponenzialmente più difficile man mano che il business cresce.</p>
<p><strong>5. Misura il valore e le performance</strong>. Misurare le prestazioni può sembrare una cosa ovvia, ma molti imprenditori sbagliano assegnando a questo task un tempo finito o ben limitato. In una startup la misurazione delle performance deve essere uno sforzo continuo lungo tutta la catena del processo, e non solo alla fine. </p>
<p><strong>6. Definisci i meccanismi di risposta</strong>. Anticipare e pianificare gli scenari peggiori, e sviluppare un &#8220;piano B&#8221;, consente di ottenere rapidi tempi di risposta e alternative necessarie a mettere di nuovo in pista la startup. Le metriche sono necessarie per garantirsi il ritorno ad una <em>baseline</em> ben conosciuta. </p>
<p><strong>7. Massimizza l&#8217;architettura tecnologica e gli standard</strong>. La continua innovazione volta a mantenere un vantaggio competitivo non significa che è possibile ignorare le attuali tecnologie e gli attuali standard: questi devono sempre essere sfruttati per produrre il miglior prodotto possibile.</p>
<p>Ciò che ogni azienda ha bisogno è una convergenza fra gli elementi di business e quelli tecnologici, in modo ottimizzare il ritorno e il posizionamento competitivo. Troppo spesso gli imprenditori postulano una nuova tecnologia o una idea, senza capire che un business di successo è un processo ininterrotto di adattamento e miglioramente di tutti gli elementi in gioco &#8211; e in particolare dello stesso <em>business model</em>, dei processi, delle persone, della tecnologia.</p>
<p>Apple, con Steve Jobs, ha dimostrato un rara convergenza fra tecnologia, conoscenza del mercato, processi di business e persone. Con la tua startup, sarai in grado di fare lo stesso?</p>
<p><small>Liberamente tradotto da <em><a href="http://www.forbes.com/sites/martinzwilling/2011/08/20/with-great-startups-its-all-about-the-execution/">With Great Startups It&#8217;s All About The Execution</a></em>, di Martin Zwilling.</small></p>
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		<title>Google, GoMo e il futuro del mobile</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 06:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paidipsemia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Ovviamente anche per Google il futuro è decisamente orientato al mobile. Dopo Google Mobile Optimizer e il Mobilize di Google Sites , dopo il lancio di un sito zeppo di informazioni circa l&#8217;uso degli smartphone e i relativi comportamenti degli utenti ( Our Mobile Planet ), ecco che all&#8217;orizzonte spunta GoMo (acronimo di Go Mobile , dove Go sono anche le prime 2 lettere della parola Google). ]]></description>
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<p>Ovviamente anche per Google il futuro è decisamente orientato al <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/mobile/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con mobile">mobile</a>.</p>
<p>Dopo <a href="http://www.google.com/gwt/n">Google Mobile Optimizer</a> e il <a href="http://sites.google.com/mobilize">Mobilize di Google Sites</a>, dopo il lancio di un sito zeppo di informazioni circa l&#8217;uso degli smartphone e i relativi comportamenti degli utenti (<a href="http://www.ourmobileplanet.com/">Our Mobile Planet</a>), ecco che all&#8217;orizzonte spunta <a href="http://www.howtogomo.com/">GoMo</a> (acronimo di <em>Go Mobile</em>, dove Go sono anche le prime 2 lettere della parola Google). </p>
<p><span id="more-4902"></span></p>
<p>Fino a poche ore fa l&#8217;obiettivo del nuovo servizio non era ben chiaro (anche perché il sito era protetto da password&#8230;), ma già dal logo (<em>&#8220;Mobilize you site now&#8221;</em>) si poteva intuire che avrebbe avuto a che fare col rendere mobile i siti che mobile non sono.</p>
<p>L&#8217;idea di &#8220;mobilizzare&#8221; un sito web pensato per grossi (e statici) schermi non è affatto nuova, ma il fatto che anche Google salti con convinzione su questo carro è l&#8217;ennesima conferma che una grossa fetta di utenza si sta decisamente spostando su smartphone (e tablet): GoMo fornisce infatti suggerimenti e raccomandazioni su come ottimizzare un sito per renderlo <em>mobile-friendly</em> (con tanto di possibilità di testare il proprio sito che il <em>&#8220;GoMoMeter&#8221;</em>), nonché esempi di siti mobile di successo dai quali trarre ispirazione e un elenco di developer professionisti che possono aiutarti, a pagamento, a creare il tuo nuovo <em>mobile site</em>.</p>
<p>Spostamento dell&#8217;utenza da fisso o mobile vuol dire traffico, e traffico vuol dire soldi. Nel video qui sotto,<br />
<center></p>
<p></center></p>
<p>che ribadisce quanto ci fu detto a Febbraio da <a href="http://blog.tagliaerbe.com/2011/02/evento-google-admob.html">Google ad un evento AdMob</a>, puoi notare con quale forza il mobile sia entrato nelle nostre vite affiancando, o addirittura sostituendo, altre fonti di informazione e altri dispositivi collegati a <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/internet/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con internet">Internet</a>.</p>
<p>E a proposito di soldi (e quindi di mobile <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/advertising/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con advertising">advertising</a>), si parla di un mercato da <a href="http://www.corrierecomunicazioni.it/news/84967/mobile_advertising_in_italia_mercato_da_milioni">21,1 milioni di euro</a> (solo per l&#8217;Italia), con una quota percentuale per il Bel Paese superiore alla media europea e seconda solo al mercato UK.</p>
<p>Questo scenario ha anche la grande fortuna di essere estremamente competitivo: da un lato Google col suo Android (e con AdMob/AdSense for Mobile), dall&#8217;altro <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/apple/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con apple">Apple</a> col suo iOS (e con <a href="http://blog.tagliaerbe.com/2010/04/iad.html">iAd</a>) e fanalino di coda <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/microsoft/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con microsoft">Microsoft</a> col suo <a href="http://blog.tagliaerbe.com/2011/10/windows-phone-mango.html">Windows Phone</a> (ma son pronto a scommettere che MS butterà un sacco di soldi &#8211; e ne ha parecchi in cassa &#8211; sia sulla piattaforma che sull&#8217;advertising).</p>
<p>Concludo con qualche numero spiccio, ma significativo. Il TagliaBlog fa oggi più del 7% di accessi via mobile, mentre <a href="http://blog.tagliaerbe.com/2010/09/tagliablog-mobile.html">nei primi sei mesi del 2010</a> la media era solamente dell&#8217;1,59%: fossi in te aprirei Google Analytics, andrei sotto <em>Mobile->Dispositivi</em>, e inizierei a fare un po&#8217; di elucubrazioni&#8230;</p>
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</div>
<p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/tagliaerbe/~4/yfT1W_XgdVc" height="1" width="1" /></p>
<p>Continued here:<br />
<a target="_blank" href="http://feedproxy.google.com/~r/tagliaerbe/~3/yfT1W_XgdVc/google-gomo.html" title="Google, GoMo e il futuro del mobile">Google, GoMo e il futuro del mobile</a></p>

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		<title>Nessuno avrà mai il monopolio di Internet</title>
		<link>http://www.webmarketing-ecommerce.net/nessuno-avra-mai-il-monopolio-di-internet/</link>
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		<pubDate>Sun, 23 Oct 2011 22:01:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Puttylopmop</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Internet è sinonimo di innovazione continua. Ogni tot anni (anzi mesi) spunta una nuova azienda che riesce a reinventare la ruota, e che scalza quello che fino ad allora pareva essere l&#8217;assoluto e inattaccabile monopolista. E son proprio i colossi che sembra non riescano a tenere il passo con i piccoli: qualche esempio? ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[</p>
<p><img src="http://blog.tagliaerbe.com/wp-content/uploads/2009/11/google-monopoly.gif" alt="Monopolio di Internet" /></p>
<p><a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/internet/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con internet">Internet</a> è sinonimo di innovazione continua.</p>
<p>Ogni tot anni (anzi mesi) spunta una nuova azienda che riesce a reinventare la ruota, e che scalza quello che fino ad allora pareva essere l&#8217;assoluto e inattaccabile monopolista. E son proprio i colossi che sembra non riescano a tenere il passo con i piccoli: qualche esempio?</p>
<p><span id="more-4888"></span></p>
<p><strong>1. Google Docs ha perso il treno di SlideShare</strong>. Google Docs è in grado di visualizzare <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/pdf/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con pdf">PDF</a> e PPT, ma i documenti sono lenti da caricare, massimizzati di default, e non possono essere facilmente condivisi o incorporati su un sito web. SlideShare, invece, è conosciuto come lo &#8220;YouTube per i documenti&#8221;, perché è veloce, <em>user-friendly</em> e orientato ai social.</p>
<p><strong>2. Google Docs ha perso il treno di Dropbox</strong>. Il gigante della search ha, almeno fino ad ora, evitato di lanciare GDrive. Mentre Dropbox, pioniere in questo campo, è diventato in breve tempo uno standard. E, ironia della sorte, nel corso di un <em>hackaton</em> di soli 5 giorni, Dropbox ha sviluppato una funzione per sincronizzare i propri account con Google Docs.</p>
<p><strong>3. <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/microsoft/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con microsoft">Microsoft</a> <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/office/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con office">Office</a> ha perso il treno di Google Docs</strong>. Solo dopo che aziende, strutture pubbliche e organizzazioni no-profit si sono rivolte a Google, Microsoft ha rilasciato la sua versione cloud di Office (insieme ad alcuni video che cercano di smarcare Office da Google Docs).</p>
<p><strong>4. iTunes ha perso il treno di Spotify</strong>. <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/apple/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con apple">Apple</a> è riuscita ad ottenere il monopolio della musica digitale, con l&#8217;idea della singola canzone venduta a 0,99 dollari. Ma poi non ha più realmente innovato iTunes. Nello specifico, la mancanza di un lato social e di un servizio di streaming ha creato enormi opportunità per Spotify (e Pandora, <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/amazon/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con amazon">Amazon</a>, Google, <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/facebook/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con facebook">Facebook</a>&#8230;), e Apple è stata costretta ad inseguire con Ping (un flop) e iCloud.</p>
<p><strong>5. Mapquest ha perso il treno di Google Maps</strong>. Anni fa il termine &#8220;Mapquest&#8221; era così popolare da essere utilizzato come un verbo. Oggi sembra che le uniche persone che utilizzano ancora questo servizio sono quelle che hanno un indirizzo email su AOL. La ragione? grazie alla continua innovazione &#8211; mash-up, Street View, <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/mobile/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con mobile">mobile</a> app con GPS &#8211; Google Maps riesce a seguire l&#8217;utente ovunque voglia andare.</p>
<p><strong>6. Google Latitude ha perso il treno di Foursquare</strong>. Ironia della sorte, il fondatore di Foursquare è stato alle dipendenze di Google, ma ha lasciato l&#8217;azienda perché non allocava sufficienti fondi al suo team, <em>&#8220;lasciandoci guardare le altre <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/startup/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con startup">startup</a> che innovavano l&#8217;ambito del mobile e dei social&#8221;</em>. Google non è riuscita a farlo con Latitude, mentre Foursquare, grazie alla sua logica basata sulla gamification, la partnership con American Express e alcune feature dedicate agli esercizi commerciali è cresciuta fino a parecchi milioni di utenti. (E forse è per questo che Google potrebbe decidere di acquistarla, invece che cercare di competere con essa).</p>
<p><strong>7. Facebook ha perso il treno di LinkedIn</strong>. Mi son sempre chiesto &#8220;ma Facebook non potrebbe fare ciò che fa LinkedIn?&#8221; Forse, ma non senza alcuni problemi. Reed Hoffman, fondatore di LinkedIn, ritiene che mentre cerchiamo di essere &#8220;fichi&#8221; nella nostra vita privata, siamo invece pratici e anche un po&#8217; noiosi in quella lavorativa. E&#8217; per questo motivo che usiamo una email personale e una per il <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/business/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con business">business</a>, e usiamo Facebook per socializzare con gli amici e LinkedIn per fare network con i colleghi. Facebook continuerà a spingere le sue &#8220;<a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/business/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con business">Business</a> Page&#8221;, ma chi cerca credibilità professionale si rivolgerà naturalmente a LinkedIn.</p>
<p><strong>8. Facebook ha perso il treno di Twitter</strong>. Lo &#8220;status update&#8221; di Facebook non fa forse ciò che fa Twitter? Eppure a Facebook manca l&#8217;estrema immediatezza e semplicità di Twitter, che Jack Dorsey, il suo fondatore, ha saputo colmare. E pare che 100 milioni di utenti siano d&#8217;accordo con lui.</p>
<p><strong>9. Blogger e WordPress han perso il treno di Tumblr</strong>. Quello che puoi fare con Tumblr non puoi forse farlo con Blogger e WordPress? Alla fine basterebbe solo scrivere un po&#8217; meno. E invece Tumblr grazie ad una struttura molto semplice, ad una comunità dinamica e alla funzionalità di &#8220;reblogging&#8221; ha colmato un vuoto: abbiamo scoperto che il microblogging è qualcosa di diverso dal blogging.</p>
<p><strong>10. Yelp ha perso il treno di Foodspotting</strong>. Anche se Yelp rimane il miglior social per quanto riguarda le recensioni di ristoranti, ha lasciato aperto un varco che pare essere essenziale: quello delle immagini. Foodspotting lo ha colmato, l&#8217;ha reso mobile, e ora sta espandendo il suo focus al di là dei buongustai.</p>
<p>Cosa ci insegnano questi esempi?</p>
<p>Che il bello del web è che le barriere d&#8217;ingresso sono molto basse, e che è possibile entrare in un mercato che pare essere già saturo. Per esempio, nonostante LinkedIn, <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/yahoo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con yahoo">Yahoo</a>, Facebook, Aardvark e Answers.com, Quora è riuscita ad inserirsi nell&#8217;ambito delle Q&#038;A. In breve tempo si è ritagliata uno spazio, ed ha capitalizzato una nicchia.</p>
<p>La conclusione potrebbe dunque essere che invece di competere per la stessa fissa e statica fetta di torta, bisogna pensare a cuocere torte completamente nuove. Non per nulla Jeff Bezos insiste nel dire che il Kindle è una &#8220;diversa categoria di prodotto&#8221; rispetto all&#8217;iPad: solo perché una azienda sembra avere il monopolio di un mercato, non significa che non ci siano opportunità.</p>
<p>Su Internet, Golia è sempre vulnerabile.  </p>
<p><small>Liberamente tradotto da <em><a href="http://mashable.com/2011/10/14/internet-monopoly/">Why No One Company Will Ever Monopolize the Internet</a></em>, di Jonathan Rick.</small></p>
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		<title>Passo a Windows Phone (Mango)</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 22:03:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>victor.andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<description><![CDATA[ Ebbene sì, dopo 5 anni e 3 iPhone (il primo un glorioso 2G ), son passato da poche ore a Windows Phone Mango (e la colpa, sia ben chiaro, non è la prematura dipartita di Steve Jobs ). I vari fanboy di Apple ( che fortuna non esserlo ) non approveranno mai la mia mossa, ma io sono un curioso, desideroso di provare cose nuove, di sentire sempre 2 campane prima di farmi una idea precisa, e quindi eccomi qui con un HTC Radar nel tentativo di capire quanto è buono il Mango di Microsoft]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[</p>
<p><img src="http://blog.tagliaerbe.com/wp-content/uploads/2011/10/windows-phone-mango.jpg" alt="Windows Phone Mango" /></p>
<p>Ebbene sì, dopo 5 anni e 3 iPhone (il primo un <a href="http://blog.tagliaerbe.com/2008/02/iphone-ecco-perche-lho-preso.html">glorioso 2G</a>), son passato da poche ore a <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/windows/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con windows">Windows</a> <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/phone/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con phone">Phone</a> Mango (e la colpa, sia ben chiaro, non è la <a href="http://blog.tagliaerbe.com/2011/10/steve-jobs-morto.html">prematura dipartita di Steve Jobs</a>).</p>
<p><span id="more-4875"></span></p>
<p>I vari fanboy di <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/apple/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con apple">Apple</a> (<a href="http://blog.tagliaerbe.com/2011/08/no-fanboy.html">che fortuna non esserlo</a> <img src="http://blog.tagliaerbe.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif" alt=":-)" class="wp-smiley" />  ) non approveranno mai la mia mossa, ma io sono un curioso, desideroso di provare cose nuove, di sentire sempre 2 campane prima di farmi una idea precisa, e quindi eccomi qui con un HTC Radar nel tentativo di capire quanto è buono il Mango di <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/microsoft/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con microsoft">Microsoft</a>.</p>
<p>Lasciando stare gli aspetti tecnici, di interfaccia grafica e di usabilità dello smartphone &#8211; d&#8217;altra parte questo non è un blog che parla di telefonia <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/mobile/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con mobile">mobile</a> &#8211; vorrei invece concentrarmi sull&#8217;aspetto più &#8220;markettaro&#8221; del nuovo Windows Phone. </p>
<p>Come illustra <a href="http://www.asymco.com/2011/10/12/windows-phone-a-year-on/">Horace Dediu su asymco</a>, Windows Phone è in un limbo. Nell&#8217;ultimo trimestre &#8211; ma in quel periodo la versione 7.5, ovvero Mango, non era ancora stata rilasciata &#8211; si stima abbia venduto fra 1,4 e 1,7 milioni di telefoni (molti meno dei soli iPhone 4s in un weekend), che significano una quota di mercato di unità vendute fra l&#8217;1,3% e l&#8217;1,6% (e una discesa dal 2.8% al 2,2% sul monte utenti complessivo).</p>
<p><img src="http://blog.tagliaerbe.com/wp-content/uploads/2011/10/smartphone-market-share.png" alt="Quote di mercato di iOS, Android, Blackberry, Symbian e Windows Phone" /></p>
<p>Ma nonostante questi tristi numeri io credo che Microsoft possa arrivare, nell&#8217;arco di 2-3 anni, a diventare un player importante nel settore del mobile.</p>
<p>Perché lo credo? Ricordiamoci innanzitutto che Microsoft ha siglato un <a href="http://www.businessweek.com/news/2011-03-07/microsoft-is-said-to-pay-nokia-more-than-1-billion-in-deal.html">deal da più di un miliardo di dollari con Nokia</a>: <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/nokia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con nokia">Nokia</a> avrà anche perso il treno degli smartphone, ma è nel cuore di moltissimi utenti e conserva legami importanti con parecchi carrier telefonici. Immagino che a brevissimo spunterà il Mango nei punti vendita dei vari TIM, Vodafone &#038; Co.</p>
<p>Inoltre, a livello di marketing, già un anno fa Microsoft destinò un <a href="http://www.telegraph.co.uk/technology/microsoft/8055721/Microsoft-to-unveil-Windows-Phone-7-line-up.html">budget di 400 milioni di dollari</a> da spendere per Windows Phone 7, e pare che solo in UK metterà sul piatto altri <a href="http://www.mobiletoday.co.uk/News/12934/Microsoft_pumps_%C3%82%C2%A328m_into_Mango.aspx">20 milioni di sterline in pubblicità</a> per spingere Mango nei prossimi mesi. Immagino spot a pioggia in TV, sui giornali e (spero <img src="http://blog.tagliaerbe.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif" alt=":-)" class="wp-smiley" />  ) sul web nel periodo natalizio.</p>
<p>Cosa mi sento di consigliare a Microsoft?</p>
<p>• fate (anzi, fate sviluppare) app a raffica: se l&#8217;obiettivo &#8211; e credo che l&#8217;obiettivo sia questo, no? &#8211; è conquistare quote di mercato (anche erodendo utenti a iOS/Android), non ha alcun senso che non esista &#8211; per esempio &#8211; Instagram per Windows Phone. Così come Dropbox, o Viber. Andate dai developer, organizzate più contest (tipo <a href="http://msdn.microsoft.com/it-it/gg496221">questo</a>), showcase, seminari gratuiti, PAGATE gli sviluppatori in qualche modo, ma tirate fuori tutte le app per cui gli utenti delle altre piattaforme vanno pazzi. Avete <a href="http://techcrunch.com/2011/08/23/windows-phone-reaches-30000-apps-opens-marketplace-to-mango-submissions/">poco più di 30.000 app</a> &#8211; che è già un bel risultato &#8211; ma fate in modo che diventino in breve tempo 300.000, e soprattutto che nel marketplace siano presenti le 1.000 &#8220;top app&#8221; di iOS e Android.</p>
<p>• integrate Skype, e subito: l&#8217;avete comprata mesi fa, non ha senso che non sia integrata in Windows Phone. Skype ha un installato mostruoso su PC &#8220;fisso&#8221;, inserirla in Windows Phone è la morte sua.</p>
<p>• continuate a lavorare sul percorso di convergenza fra &#8220;fisso&#8221; e mobile: avete un vantaggio immane sui competitor, quello di avere il sistema operativo &#8211; ovvero Windows, sia esso XP, <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/vista/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con vista">Vista</a>, o 7 &#8211; presente in praticamente tutte le case del pianeta, e di avere software come Word, Excel e <a href="http://www.webmarketing-ecommerce.net/tag/power/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con power">Power</a> Point utilizzati in praticamente tutte le aziende. Rendere i 2 mondi completamente trasparenti e interoperabili potrebbe essere la mossa vincente (anche in ottica di Windows 8, che dovrà necessariamente essere un sistema operativo &#8220;trasversale&#8221;). </p>
<p>Ah, e se via avanzano 2 soldi in tasca, comprate RIM (=BlackBerry) <img src="http://blog.tagliaerbe.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif" alt=";-)" class="wp-smiley" /></p>
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